Se Maradona non fosse mai nato, probabilmente io e il Calcio non ci saremmo mai incontrati. Meglio il basket, è più bello, più emozionante, meno soporifero. O l'atletica, che esalta il vero talento sportivo e la fatica per coltivarlo. Invece 52 anni fa, ai piani alti del Calcio si deliberò che fosse tempo di mandare in terra l'uomo che quel gioco, di per sè insulso e talvolta triviale, se lo sarebbe caricato in groppa e lo avrebbe innalzato al rango di disciplina artistica.
Diego, el Pibe de Oro, la Mano de Dios è stato il calcio. Ne ha svelato la bellezza, la genialità, la trasgressione e ne ha tracciato i confini. Fino a dove è arrivato lui, si può. Dopo no. Nessun altro barilotto in calzoncini riuscirà a trascinare a vittorie e trofei giocatori del calibro di Renica, Ferrario e Carannante. Nessun altro giocatore riuscirà a portare ai vertici internazionali una squadra modesta, con allenatori nati e morti con Diego (Bianchi e Bigon hanno forse avuto una carriera dopo Napoli?) come quella che aveva intorno Lui. Zidane? Messi? Er pomata Ronaldo? Non scherziamo, cortesemente. Bravi, belli, ricchi, ma terrestri.
Maradona è stato l'Eletto, il solo. Destinato a soffrire per sempre della solitudine dei numeri...UNO. Auguri, Diego!

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