mercoledì 23 novembre 2011

Freddy Mercury moriva vent'anni fa. Zanzibar lo rinnega, Google no

Domani moriva Freddy Mercury. Si può dire uno dei migliori cinque cantanti della storia della musica leggera del pianeta? Se non si può, tengo il rischio tutto per me. Tra poche ore compirebbe 65 anni. Ma se n'è andato a 45. A portarselo via, all'apice della carriera, fu l'Aids.
Malattia che il leader dei Queen non rivelò mai, ma che certo non lo scoraggiò dal calcare il palcoscenico e dal comporre musica fino agli ultimi giorni di vita. Prova ne sia il celebre album Innuendo, il quattordicesimo della band inglese, uscito proprio nel 1991, anno della scomparsa di Mercury.
Mercury, al secolo Farrokh Bussara, di origine indiana e cresciuto a Zanzibar. Che domani, come da vent'anni a questa parte, si ostinerà a rinnegarlo.
Laddove si attendono omaggi dai quattro angoli del mondo e persino Google annuncia un doodle in suo onore, l'isola in cui ha trascorso l'infanzia, lo snobberà.
Perchè? Perchè Freddy Mercury era omosessuale. Ergo: non conforme alla Shari'a, ri-ergo non degno di essere zanzibariano. Un atteggiamento e un clima quasi surreale, che Giulia Zonca de La Stampa tratteggia molto bene nel pezzo "Happy Birthday Freddy Mercury!"
Un'ostilità nei confronti dell'interprete di pezzi memorabili come Bohemian Rapsody (considerato in singolo britannico migliore di sempre), che ha già avuto un precedente nell'agosto 2006. Quando l'Islamic Mobilization and Propagation chiese l'annullamento in blocco delle celebrazioni del 60º compleanno di Mercury, reputando ufficialmente che l'associazione Mercury-Zanzibar, avrebbe degradato l'isola a luogo dell'Islam.

Nemo profeta in patria? Meno male che ad onorare la memoria di Mercury ci penserà tutto il resto del mondo, a partire dall'Italia. Saà MTV Classic (canale Sky 705) a farsene principale portavoce, rendendogli omaggio con  una programmazione speciale, intitolata "A Tribute to Freddy Mercury". Cerimoniere d'eccezione sarà Cesare Cremonini, grande fan dei Queen, che offrirà un ritratto del suo gruppo preferito, prendendo spunto dai videoclip per svelare alcuni anneddoti curiosi legati alla leggendaria band.

martedì 22 novembre 2011

Il Fiorello dagli ascolti d'oro fa la Marcuzzi piccola piccola

Diavolo d'un Rosario! Non gli è bastato il 39% di share toccato nella prima puntata de "Il più grande spettacolo dopo il week end". L'appetito vien mangiando: e alla seconda chiamata ha detto 42. E spiccioli. Quasi un miracolo, considerate le sabbie mobili in cui era sprofondato il primetime di Viale Mazzini. Potere di sua maestà Fiorello. Che gli valgono una lunga sfilza di lussi:

  •  Dedicare un “Ciao ciao bambine” alle donne del fu governo Berlusconi, nominandole tutte, una ad una, senza che costoro si offendano o sbraitino alla satira a senso unico di matrice bolscevica
  • Resuscitare dalle secche dell’Auditel una Rai in caduta libera, che appena trova cavalli di razza (in termini di appeal mediatico) come Santoro, Dandini, Saviano e Gabanelli (c'è ancora, ma pure lei quest’estate, ha vacillato) li lascia galoppare via, in cerca di nuove praterie televisive
  • Infischiarsi delle inviolabili leggi della concorrenza e trasmettere sulla rete ammiraglia della tv pubblica e di fronte a 24 milioni di occhi, cinque secondi di Grande Fratello a tutto schermo
  •  Fare tutto ciò a pochi centimetri dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza
  • Incassare i complimenti a caldo dei Coldplay, ospiti della serata, su Twitter
  • Far ingastrire Sabina Guzzanti che gli ha dato del "noiosissimo" (una volta si chiamava invidia) 
E la Marcuzzi si lecca le ferite...