Diavolo d'un Rosario! Non gli è bastato il 39% di share toccato nella prima puntata de "Il più grande spettacolo dopo il week end". L'appetito vien mangiando: e alla seconda chiamata ha detto 42. E spiccioli. Quasi un miracolo, considerate le sabbie mobili in cui era sprofondato il primetime di Viale Mazzini. Potere di sua maestà Fiorello. Che gli valgono una lunga sfilza di lussi:
- Dedicare un “Ciao ciao bambine” alle donne del fu governo Berlusconi, nominandole tutte, una ad una, senza che costoro si offendano o sbraitino alla satira a senso unico di matrice bolscevica
- Resuscitare dalle secche dell’Auditel una Rai in caduta libera, che appena trova cavalli di razza (in termini di appeal mediatico) come Santoro, Dandini, Saviano e Gabanelli (c'è ancora, ma pure lei quest’estate, ha vacillato) li lascia galoppare via, in cerca di nuove praterie televisive
- Infischiarsi delle inviolabili leggi della concorrenza e trasmettere sulla rete ammiraglia della tv pubblica e di fronte a 24 milioni di occhi, cinque secondi di Grande Fratello a tutto schermo
- Fare tutto ciò a pochi centimetri dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza
- Incassare i complimenti a caldo dei Coldplay, ospiti della serata, su Twitter
- Far ingastrire Sabina Guzzanti che gli ha dato del "noiosissimo" (una volta si chiamava invidia)
E la Marcuzzi si lecca le ferite...

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