I SOLITI PAPARATZI...
“Ci spiace che l’utilizzo
dell’immagine del Papa e dell’imam abbia urtato la sensibilità dei
fedeli. A conferma del nostro sentimento abbiamo deciso con effetto immediato
di ritirare quest’immagine da ogni pubblicazione”. Così parlano dalla
Benetton, commentando il fresco "ritiro dei panni" che ritraevano
Papa Benedetto XVI, intento a baciare sulla bocca l'imam del Cairo. Uno, ma il
più discusso, tra i panni di un ampio corredo di fotomontaggi realizzati per la
campagna 'Unhatè
(non odio), che
comprende altri baci choc, tra coppie come Sarkozy/Merkel, Obama/Hu Jintao e il
leader supremo della Corea del nord, Kim Jong-il, e quello della Corea del sud,
Lee Myung-bak. Ma come prevedibile, a oscurarli tutti ci ha pensato quello del
pontefice romano. Esposto ieri mattina su
Ponte dell’Angelo a Roma, a pochi passi dal Vaticano.
Provocazione lanciata,
bersaglio colpito. Finto
stupore dei cecchini per la reazione suscitata, contrizione di maniera e
sogghigno sotto i baffi: missione compiuta.
L'indignazione volevano e l'indignazione
hanno ottenuto. Non occorre che l'esposizione delle pomiciate dissacranti duri
due giorni o una settimana. L'importante è che il cielo si sia rotto e la
tempesta sia scoppiata.
Poi si potrebbero inchiostrare risme
di pagine per stigmatizzare il comportamento di un'azienda che usa il guerrilla
marketing senza esclusione di colpi, ma con l'esclusione del rispetto per
pensieri e professioni di massa.
Si potrebbero bollare come “bacchettoni”
e altrettanto esagerati i militanti Papaboys che erano immediatamente scattati,
al grido “boicottiamo i prodotti Benetton ora et semper”.
Ma a che servirebbe? La campagna
verrà comunque rubricata come quella “in cui l’immagine del bacio omo del Papa fu
ritirata”. E allora, che si arrotoli pure il lenzuolo e lo si faccia sparire.
Per quel che cambia…

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