Domani moriva Freddy Mercury. Si può dire uno dei migliori cinque cantanti della storia della musica leggera del pianeta? Se non si può, tengo il rischio tutto per me. Tra poche ore compirebbe 65 anni. Ma se n'è andato a 45. A portarselo via, all'apice della carriera, fu l'Aids.
Malattia che il leader dei Queen non rivelò mai, ma che certo non lo scoraggiò dal calcare il palcoscenico e dal comporre musica fino agli ultimi giorni di vita. Prova ne sia il celebre album Innuendo, il quattordicesimo della band inglese, uscito proprio nel 1991, anno della scomparsa di Mercury.
Mercury, al secolo Farrokh Bussara, di origine indiana e cresciuto a Zanzibar. Che domani, come da vent'anni a questa parte, si ostinerà a rinnegarlo.
Laddove si attendono omaggi dai quattro angoli del mondo e persino Google annuncia un doodle in suo onore, l'isola in cui ha trascorso l'infanzia, lo snobberà.
Perchè? Perchè Freddy Mercury era omosessuale. Ergo: non conforme alla Shari'a, ri-ergo non degno di essere zanzibariano. Un atteggiamento e un clima quasi surreale, che Giulia Zonca de La Stampa tratteggia molto bene nel pezzo "Happy Birthday Freddy Mercury!"
Un'ostilità nei confronti dell'interprete di pezzi memorabili come Bohemian Rapsody (considerato in singolo britannico migliore di sempre), che ha già avuto un precedente nell'agosto 2006. Quando l'Islamic Mobilization and Propagation chiese l'annullamento in blocco delle celebrazioni del 60º compleanno di Mercury, reputando ufficialmente che l'associazione Mercury-Zanzibar, avrebbe degradato l'isola a luogo dell'Islam.
Nemo profeta in patria? Meno male che ad onorare la memoria di Mercury ci penserà tutto il resto del mondo, a partire dall'Italia. Saà MTV Classic (canale Sky 705) a farsene principale portavoce, rendendogli omaggio con una programmazione speciale, intitolata "A Tribute to Freddy Mercury". Cerimoniere d'eccezione sarà Cesare Cremonini, grande fan dei Queen, che offrirà un ritratto del suo gruppo preferito, prendendo spunto dai videoclip per svelare alcuni anneddoti curiosi legati alla leggendaria band.
Malattia che il leader dei Queen non rivelò mai, ma che certo non lo scoraggiò dal calcare il palcoscenico e dal comporre musica fino agli ultimi giorni di vita. Prova ne sia il celebre album Innuendo, il quattordicesimo della band inglese, uscito proprio nel 1991, anno della scomparsa di Mercury.
Mercury, al secolo Farrokh Bussara, di origine indiana e cresciuto a Zanzibar. Che domani, come da vent'anni a questa parte, si ostinerà a rinnegarlo.
Laddove si attendono omaggi dai quattro angoli del mondo e persino Google annuncia un doodle in suo onore, l'isola in cui ha trascorso l'infanzia, lo snobberà.
Perchè? Perchè Freddy Mercury era omosessuale. Ergo: non conforme alla Shari'a, ri-ergo non degno di essere zanzibariano. Un atteggiamento e un clima quasi surreale, che Giulia Zonca de La Stampa tratteggia molto bene nel pezzo "Happy Birthday Freddy Mercury!"
Un'ostilità nei confronti dell'interprete di pezzi memorabili come Bohemian Rapsody (considerato in singolo britannico migliore di sempre), che ha già avuto un precedente nell'agosto 2006. Quando l'Islamic Mobilization and Propagation chiese l'annullamento in blocco delle celebrazioni del 60º compleanno di Mercury, reputando ufficialmente che l'associazione Mercury-Zanzibar, avrebbe degradato l'isola a luogo dell'Islam.
Nemo profeta in patria? Meno male che ad onorare la memoria di Mercury ci penserà tutto il resto del mondo, a partire dall'Italia. Saà MTV Classic (canale Sky 705) a farsene principale portavoce, rendendogli omaggio con una programmazione speciale, intitolata "A Tribute to Freddy Mercury". Cerimoniere d'eccezione sarà Cesare Cremonini, grande fan dei Queen, che offrirà un ritratto del suo gruppo preferito, prendendo spunto dai videoclip per svelare alcuni anneddoti curiosi legati alla leggendaria band.

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